Scoperto il più antico caso di tubercolosi mai riscontrato: si tratta di un Homo erectus vissuto in Turchia circa 500.000 anni fa. A testimoniare una così antica presenza del patogeno sarebbe proprio il cranio dell’ominide, segnato da inequivocabili lesioni in corrispondenza delle meningi.
L’Homo erectus fu probabilmente il primo ominide a migrare dall’Africa verso l’Eurasia e la Turchia fu probabilmente una delle sue prime tappe. La scoperta “dà un importante supporto alla teoria che sostiene che le persone di pelle nera che migrano a latitudini temperate soffrono di una carenza di vitamina D”, spiega Nina G. Jablonski, “deficit che può compromettere il sistema nervoso e il sistema scheletrico”.
L’ipotesi è quindi che l’omimide ritrovato soffrisse di una forma di tubercolosi leggera, esacerbata però dalla riduzione di radiazione ultravioletta assorbita. Il colore scuro della pelle, indispensabile per la sopravvivenza in regioni tropicali, diventa infatti svantaggioso a latitudini più elevate, perchè riduce eccessivamente l’assorbimento della luce solare e quindi della vitamina D. La ricerca è stata pubblicata da “The American Journal of Physical Anthropology” e ripresa dal NY Times
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